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Allestitori, allestimenti fieristici e sicurezza sul lavoro.

Allestire stand fieristici: un' attività ad alto rischio d' incidenti sul lavoro. Una breve riflessione sullo lo stato dell' arte tra norme, controlli, tempi troppo stretti e concorrenza non sempre leale.

UNO SGUARDO GENERALE

Nel panorama delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di incidenti sul lavoro, allestire uno stand fieristico si colloca in una posizione poco invidiabile. Le caratteristiche sempre più complesse delle strutture che vengono richieste; gli allestitori che lavorano autonomamente fianco a fianco, senza che ci possa essere un reale coordinamento cantieristico; i periodi di allestimento stand che vengono concessi dalle fiere con più attenzione al risparmio sui costi di apertura dei padiglioni che alla sicurezza di chi ci lavora dovendo condurre operazioni lunghe in brevissimo tempo; un atteggiamento molle della gran parte degli organizzatori e delle Fiere stesse riguardo una regolamentazione più restrittiva sull' altezza dei manufatti che rappresenta di per sé una fonte intrinseca di rischio. Questi e altri aspetti rendono l' allestimento di una fiera un attività ad alto rischio.

NORME: LE INTENZIONI E LA REALTÀ

La normativa esistente vorrebbe risolvere il problema equiparando l' allestimento di stand all' interno di padiglioni fieristici all' attività di cantiere in edilizia e, quindi, applicando quelle regole molto strette sulle metodologie di lavoro. Ma si scontra con i due problemi di fondo del nostro settore. In primo luogo la stretta tempistica delle operazioni di allestimento, peculiarità specifica di cui si è già detto e che rende difficoltoso operare con criteri che, se sono di indiscutibile buon senso, richiedono però tutti altri tempi che una fiera spesso non consente. In secondo luogo il ribasso dei prezzi degli stand che incide sugli investimenti, inclusi quelli sulla sicurezza (del cantiere, ma anche del prodotto finito: lo stand). Ribasso che ha origine per effetto dei momenti congiunturali; ma che è dovuto anche alla presenza di una quota di allestitori che si dichiara ottemperante, ma poi opera, in tutto o in parte, fuori dalle regole. Agire così comporta risparmi che si traducono nel praticare prezzi irrealistici per chi, invece, fa della serietà e della sicurezza un aspetto irrinunciabile della propria professionalità.

SOLO CATTIVE NOTIZIE? NON PROPRIO

Dalla nascita, anni fa, della nuova Fiera di Milano, abbiamo finalmente fatto conoscenza, anche in Italia, con l' ingresso controllato elettronicamente all' area del cantiere fiera. Anche se può sembrare strano, fino a questa innovazione era sufficiente recarsi ai cancelli per riuscire ad entrare in fiera durante l' allestimento degli stand senza poi troppe difficoltà. I permessi sono sempre esistiti, ma di fatto chiesti poco o per nulla, salvo quelli per gli automezzi. In sostanza con permesso "automezzo" (una targa, non un nome e un cognome) è sempre entrato anche il conducente, il passeggero, l' amico del passeggero, ecc. Una situazione che ha consentito per molto tempo che all' area di allestimento degli stand accedessero con facilità anche persone irregolari, senza mai sapere le avesse fatte entrare.

QUALCOSA STA CAMBIANDO

Sulla scorta del buon esempio anche altre fiere hanno introdotto questo sistema: sia che si tratti di allestitori, di subappaltatori o di espositori. Queste figure devono "obbligatoriamente" provvedere all' accredito telematico nel portale della fiera che comporta dover indicare, oltre alle generalità, all' indirizzo e quant' altro, anche i dati relativi alla contribuzione Inail, Inps e sottoscrivere il D.U.V.R.I (documento unico di valutazione delle attività interferenti). Solo dopo si ottiene la possibilità di stampare gli appositi pass con codice a barre per le persone (e i mezzi) che interverranno nel quartiere fieristico. Pass controllati con lettore elettronico al momento di accedere all' area fiera, ma anche durante il lavoro, ad opera di addetti della fiera o degli organismi istituzionali (INPS, Ispettorato del Lavoro, Pompieri, Addetti alla sicurezza in cantiere, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale).

ALTRE IMPLICAZIONI POSITIVE

L' attivazione di questi sistemi ha di fatto obbligato tutte le aziende allestitrici ad un percorso che rende più difficile operare oltre le regole. Le ha obbligate, per come funziona il sistema, ad essere più attente verso i propri collaboratori artigiani che vanno ora acreditati sotto la responsabilità dei singoli allestitori, pena l' impossibilità di accedere al cantiere. Visto da chi, come noi, ha sempre operato regolarmente per una questione di etica e di orgoglio professionale, quindi a prescindere dalle sanzioni, è un passo avanti.

QUINDI ORA TUTTO BENE? ANCHE QUI, NON PROPRIO

I permessi scambiati, se non falsi, restano un problema. All' ingresso non viene chiesto un documento d' identità, per cui essere Pietro ed entrare con il permesso di Paolo, pur con tutti i rischi che comporta, è possibile. Inoltre, la severità del controllo non elimina, purtroppo, i problemi di cui si è accennato prima. Da un lato, quindi, andrebbero allungati anche i tempi a disposizione per le operazioni di allestimento degli stand. Dall' altro, la sorveglianza del cantiere da parte degli organismi di controllo dovrebbe essere fatta presidiando anche le porte del padiglione in esame, per evitare che, inevitabilemente, l' irregolare si allontani alla voce che è in corso un controllo. Aggiungiamo poi che l' eventuale sanzione dovrebbe colpire, giustamente, l' allestitore, ma dovrebbe comportare anche il blocco dei lavori e l' informativa al committente. Solo in questo modo si coinvolge anche il cliente che deve avere chiaro che soprassedere sull' evidenza che un prezzo "molto conveniente" è probabilmente irrealistico, comporta poi dei rischi anche per sé. E ben' oltre il semplice fatto di ritrovarsi con uno stand realizzato malamente.

PER QUANTO CI RIGUARDA

Ormai quasi sessantanni di specchiata attività negli allestimenti fieristici ci hanno qualificato, agli occhi dei nostri clienti, come azienda rispettosa delle regole e puntuale nella consegna, a prescindere da queste nuove restrizioni. Ci fa piacere constatare, quindi, che le fiere abbiano preso maggior posizione rispetto al fatto che si debba poter lavorare in un ambiente sicuro e che per questo sia necessario attivare "controlli adeguati" e "costanti". Abbiamo preso atto con piacere che sono state intensificate le verifiche in cantiere e che molti casi di inadempienza sono stati sanzionati. Riteniamo che ciò sia una sostanziale tutela per tutte quelle aziende concorrenti leali che, come la nostra, vogliono competere ad armi pari sul terreno della regolarità e dei costi che questa regolarità comporta, consapevoli che la maggiore sicurezza riguarda noi che operiamo, ma anche i clienti che trascorrono del tempo all' interno di strutture edificate da personale attento, preparato, che lavora con la dovuta calma e attenzione. Ci auguriamo solo che si arrivi, come detto, a coinvolgere anche i committenti per evitare che il problema si scarichi come spesso accade, solo sull' ultimo anello della catena.

Pubblicato il 10 maggio 2016 | Ultimo aggiornamento il 15 maggio 2016

 

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