Diquadro by Natali Srl dal 1961

Illuminazione nell' allestimento degli stand fieristici.

Nella moltitudine di una fiera, tra le centinaia di stand e la miriade di prodotti in esposizione, usare al luce in maniera creativa nella realizzazione dell' allestimento.

LA LUCE PER DISTINGUERSI

Nella moltitudine di una fiera, tra le centinaia di stand e la miriade di prodotti in esposizione, distinguersi è fondamentale. La luce, in questo, può essere di grande aiuto se usata non soltanto per illuminare, ma soprattutto per presentare, trasformando marchi, esposizione dei prodotti e allestimenti fieristici in veri e propri scenari di luce accattivanti, capaci di catturare l' attenzione del visitatore, attirandolo nello stand.

Le tecniche usate sono molteplici, ma quella forse più frequente e conosciuta è la cosiddetta illuminazione d' accento, che consiste in un fascio luminoso emesso attraverso una sorgente capace di concentrarlo in un area precisa molto ristretta, allo scopo di attirarvi lo sguardo. Si usa ad esempio per valorizzare un prodotto importante, oppure per illuminare in modo particolare un angolo prezioso dello stand ,caratterizzato da un bel gioco di superfici ma anche per guidare il percorso di una visita all' interno dell' esposizione. Si ottiene la massima efficacia quando l' illuminazione generale del padiglione fieristico non è troppo forte o quando quando è possibile ricreare il buio nello stand, in modo da poter gestire tutte le fonti di luce a partire da uno zero.

Un' altra tecnica di impiego della luce negli allestimenti fieristici riguarda invece quelli che potremmo definire "effetti speciali" come ad esempio l' uso delle sottili fili di un apposito materiale capace di trasmettere il fascio luminoso, che possono essere usate in maniera decorativa. Oppure le apparecchi d' illuminazione in grado di compiere movimenti prestabiliti e di cambiare il colore della luce emessa creando, all' inteno dell' allestimento fieristico, impalpabili sfondi dinamici, adatti all' esposizione di prodotti particolari. O, ancora, l' uso di appositi sagomatori, apparecchi in grado di proiettare un logo (o una forma) ovunque: su una parete, sul pavimento, sul soffitto su uno schermo traslucido ... eventualmente animandolo attraverso il movimento.

Potendo gestire creativamente l' illuminazione è dunque possibile valorizzare molto il proprio stand fieristico. Certo non è sempre semplice farlo e non sempre è possibile realizzare effetti di luce in maniera cosi particolare. A volte susistono problematiche tecniche oppure particolari restrizioni imposte dai regolamenti della sede fiera che ospita la mostra; altre volte sussistono limiti nel budget per la realizzazione dell' allestimento che impongono di dare la precedenza ad altri aspetti che possono essere prioritari. Anche in questi casi, tuttavia, la luce resta un elemento essenziale dello stand e va edeguatamente studiata perché sia comunque la migliore possibile, tenendo presente soprattutto due aspetti.

In primo luogo la temperatura colore o, in altri termini, a tonalità della luce. (Quasi) tutti sappiamo che mentre la luce del sole è bianca, le fonti di luce artificiali hanno una tonalità che va dal giallo caldo delle lampade ad incandescenza fino al bianco delle lampade a luce diurna. Queste differenze sono importanti quando si deve scegliere l' illuminazione più adatta per l' allestimento dello stand. Infatti, se, ad esempio, per una generica esposizione di auto puè essere utile l' impiego di luce bianca e forte, la stessa cosa non si può dire per l' esposizione di un arredamento, per il quale è necessario una luce più calda, morbida e soffusa che ricrei, nell' allestimento fieristico, l' atmosfera accogliente di una casa.

Il secondo aspetto da ricordare è che forza ed effetto di una buona illuminazione emergono nei contrasti tra luce ed ombra. La buona illuminazione per la presentazione dei prodotti presenta un effetto plastico, ossia una progettatata transizione tra luce ed ombra che sottolinei le forme e che guidi lo sguardo del visitatore nello stand. Capita, invece, che si illumini troppo uniformemente l' intera superficie espositiva, appiattendo così ogni contrasto, con il rischio che pure uno stand potenzialmente interessante, finisca per assomigliare, quanto ad effetto luce, alla corsia di un ipermercato.

In definitiva, quindi, è bene ricordare che la luce va trattata, a pieno titolo, come una componente fondamentale nel percorso progettuale che porta alla realizzazione di allestimenti fieristici. La relativa facilità con cui oggi è possibile plasmarla a proprio piacimento ne fa un fertile terreno di sperimentazione e di reatività progettuale da non sottovalutare per non dover rinunciare alle potenzialità che questo strumento può offrire.

Pubblicato il 10 maggio 2016 | Ultimo aggiornamento il 15 maggio 2016

 

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