Luce e illuminazione negli allestimenti stand fieristici

Luce e illuminazione nell'
allestimento di stand fieristici

Nella moltitudine di una fiera, tra le centinaia di stand e la miriade di prodotti in esposizione, distinguersi è fondamentale. La luce, in questo, può essere di grande aiuto se usata non soltanto per illuminare, ma soprattutto per presentare, trasformando marchi, esposizione dei prodotti e allestimenti fieristici in veri e propri scenari di luce accattivanti, capaci di catturare l' attenzione del visitatore, attirandolo e invogliandolo ad entrare nello stand.

L' immagine raffigura l' allestimento dello stand Eblock di SOm Occhiali realizzato da Diquadro per Opri di Monaco di Baviera. Lo stand è stato allestito per creare un effetto di luce molto raffinato e delicato. L' allestimento � caratterizzato ca colori scuri che mettono in risalto la luce utilizzata nello stand.

Allestimento stand fiera Opti Monaco di Baviera

Tecniche di illuminazione

Le tecniche usate sono molteplici, ma quella forse più frequente e conosciuta è la cosiddetta illuminazione d' accento, che consiste in un fascio luminoso emesso attraverso una sorgente capace di concentrarlo in un area precisa molto ristretta, allo scopo di attirarvi lo sguardo. Si usa ad esempio per valorizzare un prodotto importante, oppure per illuminare in modo particolare un angolo prezioso dello stand ,caratterizzato da un bel gioco di superfici ma anche per guidare il percorso di una visita all' interno dell' esposizione. Si ottiene la massima efficacia quando l' illuminazione generale del padiglione fieristico non è troppo forte o quando quando è possibile ricreare il buio nello stand, in modo da poter gestire tutte le fonti di luce a partire da uno zero.

Un' altra tecnica di impiego della luce negli allestimenti fieristici riguarda invece quelli che potremmo definire "effetti speciali" come ad esempio l' uso delle sottili fili di un apposito materiale capace di trasmettere il fascio luminoso, che possono essere usate in maniera decorativa. Oppure le apparecchi d' illuminazione in grado di compiere movimenti prestabiliti e di cambiare il colore della luce emessa creando, all' inteno dell' allestimento fieristico, impalpabili sfondi dinamici, adatti all' esposizione di prodotti particolari. O, ancora, l' uso di appositi sagomatori, apparecchi in grado di proiettare un logo (o una forma) ovunque: su una parete, sul pavimento, sul soffitto su uno schermo traslucido ... eventualmente animandolo attraverso il movimento.

Limitazioni nell' uso della luce

Potendo gestire creativamente l' illuminazione è dunque possibile valorizzare molto il proprio stand fieristico. Certo non è sempre semplice farlo o non sempre è possibile realizzare effetti di luce in maniera così particolare. Per esempio, il più delle volte l' ambiente generale ha già un suo alto livello di illuminazione sul quale non si può intervenire. Si tratta dell' illuminazione propria del padiglione insieme a quella che proviene dagli stand vicini. Queste fonti di luce spesso limitano l' impatto degli interventi illuminotecnici progettati per il nostro stand, soprattutto se si tratta di piccole aree.

Altre volte sussistono problematiche tecniche come l' impossibilità pratica di creare soffitti oppure particolari restrizioni che vengono imposte dai regolamenti della sede fiera che ospita la mostra. O, ancora, possono sussistere limiti nel budget per la realizzazione dell' allestimento nel suo complesso che impongono di dare la precedenza ad altri aspetti che, dovendo scegliere, per il committente possono essere prioritari. Anche in questi casi, tuttavia, la luce resta un elemento essenziale dello stand e va adeguatamente studiata perché sia comunque la migliore possibile, tenendo presente soprattutto due aspetti.

Caratteristiche della luce

In primo luogo la temperatura colore o, in altri termini, a tonalità della luce. (Quasi) tutti sappiamo che mentre la luce del sole è bianca, le fonti di luce artificiali hanno una tonalità che va dal giallo caldo delle lampade ad incandescenza fino al bianco delle lampade a luce diurna. Queste differenze sono importanti quando si deve scegliere l' illuminazione più adatta per l' allestimento dello stand. Infatti, se, ad esempio, per una generica esposizione di auto puè essere utile l' impiego di luce bianca e forte, la stessa cosa non si può dire per l' esposizione di un arredamento, per il quale è necessario una luce più calda, morbida e soffusa che ricrei, nell' allestimento fieristico, l' atmosfera accogliente di una casa.

Il secondo aspetto da ricordare è che forza ed effetto di una buona illuminazione emergono nei contrasti tra luce ed ombra. La buona illuminazione per la presentazione dei prodotti presenta un effetto plastico, ossia una progettatata transizione tra luce ed ombra che sottolinei le forme e che guidi lo sguardo del visitatore nello stand. Capita, invece, che si illumini troppo uniformemente l' intera superficie espositiva, appiattendo così ogni contrasto, con il rischio che pure uno stand potenzialmente interessante, finisca per assomigliare, quanto ad effetto luce, alla corsia di un ipermercato.

La luce come elemento del progetto

In definitiva, quindi, è bene ricordare che la luce va trattata, a pieno titolo, come una componente fondamentale nel percorso progettuale che porta alla realizzazione di allestimenti fieristici. La relativa facilità con cui oggi è possibile plasmarla a proprio piacimento ne fa un fertile terreno di sperimentazione e di creatività progettuale da non sottovalutare per non dover rinunciare alle potenzialità che questo strumento può offrire.

Siamo allestitori fiere in Italia, in particolare a Milano e Bologna e all' estero, in particolare in Germania.
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Progetto stand: Mario Zacchi · Committente: E-Block by SOM Eyewear Srl · Fotografia: Massimo Fiorino

Pubblicato il 10 maggio 2016 | Ultimo aggiornamento il 24 maggio 2018

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